Migrare non è reato

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)

Finalmente qualche voce comincia a farsi sentire. Il ministro degli interni leghista Roberto Maroni presenta la sua campagna anti-immigrati, confermando l’introduzione del reato di “immigrazione clandestina”, Napolitano fa sapere di essere molto cauto sui provvedimenti e di voler verificare i criteri di “urgenza” con cui vengono adottati e qualche commento allarmato trapela seppure un po’ a fatica dalla stampa italiana.

Vogliamo cominciare con una dichiarazione molto locale, quella dei sindacati modenesi (Cgil Cisl e Uil) che hanno diffuso una nota molto preoccupata sulla possibilità di criminalizzare indistintamente tutti gli immigrati.
“I sindacati CGIL CISL UIL di Modena - dicono in un comunicato - ritengono inaccettabile che sui giornali si celebri un terrorismo psicologico e si creino allarmismi gratuiti verso quelle famiglie che fruiscono di servizi di cura da parte delle assistenti familiari per anziani e per familiari non autosufficienti”.
Ed entrano subito nel merito della questione: “In base al decreto flussi le badanti non dovrebbero essere già presenti sul territorio, ma dovrebbe trattarsi di nuovi ingressi, ma è pur verosimile che le famiglie stiano utilizzando assistenti famigliari per i quali sono in corso le pratiche di regolarizzazione. Invece di provare a dare risposte alla non autosufficienza della popolazione anziana insieme alle istituzioni, si punta solo al terrorismo psicologico minacciando ammende e carcere nei confronti delle famiglie stesse”.
E poi l’allarme: “Il rischio reale è che le famiglie impaurite da queste pressioni, interrompano il rapporto con le badanti con gravi problemi per la continuità nell’assistenza agli anziani e non risolvendo nemmeno il problema della clandestinità di queste persone. Persone che in nessun modo possono essere considerate alla stregua di delinquenti. La delinquenza non ha colore e cittadinanza, ciò che garantirebbe la sicurezza del territorio è l’applicazione del diritto e quindi la certezza della pena per coloro che commettono reati. Mentre non si può mettere in discussione o disconoscere la tutela ed i diritti di cittadinanza di tutti quei cittadini immigrati che vivono e lavorano onestamente in Italia contribuendo al benessere.”

Dal locale al globale, chi oggi comincia a darci qualche lezione di civiltà è la vice di Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, che in una dichiarazione al quotidiano spagnolo El Mundo dice che “il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia. Pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri”. Italia razzista e ha ragione, leggendo i risultati del sondaggio pubblicato ieri da Repubblica in cui la stragrande maggioranzza degli italiani vuole semplicemente “sbattere fuori” un intero popolo, quello rom.

“Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di "Commissari per i rom" – lo scrive sempre oggi su Repubblica Gad Lerner - sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell'immedesimazione - "In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall'Egitto" - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola "rom" con la parola "ebrei", o "italiani". Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva”.
Il punto dice in sostanza Lerner è che è difficile per un politico mettersi contro “la gente”, “il popolo”, fare la figura di quello che sta dalla parte dei delinquenti. E cita il presidente (di centrosinistra) della Provincia di Milano, Filippo Penati: “I rom non devono essere 'ripartiti', bisogna farli semplicemente ripartire”. Parole di quello stesso Penati che nel 2006 chiese al sindaco Moratti di ospitare i 35 rom soppravvissutii all’incendio al campo nomadi di Opera (colui che guidò la spedizione, ricorda Lerner, oggi è sindaco di Opera, grosso comune alle porte di Milano).

La conclusione di Lerner: “Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l'irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale”.

Una classe dirigente, purtroppo, senza distinzioni di destra e di centro-sinistra.

Uno che di immigrazione ne capisce perché con gli immigrati e con gli emarginati ci lavora è Don Gino Rigoldi, che oggi scrive sul Corriere: “Alcuni amici tra le milleottocento aziende italiane operanti in Romania mi dicono che hanno cominciato ad assumere rom e, con loro grande sorpresa, li hanno trovati operai attivi e intelligenti. Io stesso osservo a casa mia alcune decine di Rom che lavorano duro dalla mattina presto alla sera. Nessun dubbio che chi commette reati debba essere punito. Detto questo, è possibile oggi affermare che ogni forma di discriminazione razzista almeno nei suoi effetti è un grave peccato contro Dio? Come cristiano e come prete sono desolato per i giudizi, gli insulti, i comportamenti di molte persone, singoli cittadini e amministratori i quali esprimono solo parole e azioni di rifiuto, rancore, disprezzo. Il giovane studente picchiato dai suoi compagni perché «sporco romeno» è uno degli esempi delle conseguenze possibili e purtroppo reali”.
E argomenta il sacerdote milanese: “L'amore del prossimo prevede certamente anche il conflitto, la pena e la punizione. Ma anche quando punisco o accompagno ai confini chi deve essere rimandato nella sua nazione devo sapere che sto trattando con un mio fratello e una mia sorella. Perché il nucleo della fede cristiana sta nella affermazione che ogni uomo e ogni donna, di qualunque religione, nazione, colore, appartenenza, sono comunque figlio o figlia di Dio”.
Fonte: Emilianet

Tariceanu: Salariile din Romania nu pot ramane la un nivel scazut


Nivelul scazut al salariilor din Romania, care atrage multi investitori straini in tara, nu se poate mentine astfel, a declarat premierul roman Calin Popescu Tariceanu intr-un interviu acordat presei germane, preluat de AFP.

"Salariile de la noi nu vor ramane scazute pentru totdeauna", a declarat el in interviul publicat in editia de vineri a cotidianului Sueddeutsche Zeitung.

Tariceanu a precizat ca cei care vin in Romania numai datorita salariilor mici fac o greseala si a subliniat ca tara noastra cauta investitii "care sa creeze valoare".

Salariul mediu net lunar a crescut semnificativ in ultimele luni in Romania, dar nu depaseste inca 330 de euro, un nivel cu mult inferior altor tari europene, scrie AFP.

Cel mai mare producator de telefoane din lume, Nokia, a anuntat anul trecut delocalizarea fabricii sale de la Bochum, Germania, in Romania, ceea ce a generat un val de nemultumire in randul clasei politice si opiniei publice germane.

"Nu am stiut ca va fi inchisa o fabrica din Germania", a explicat Tariceanu. "Scandalul inchiderii (fabricii - n.red.) din Germania a izbucnit abia dupa lansarea proiectului (de constructie a uzinei din Romania - n.red.)", a adaugat el.
Sursa: Ziare.com

SICUREZZA: BUCAREST, LIBERTA' MOVIMENTO NON NEGOZIABILE

Il ministro dell'Interno romeno, Christian David, ha ribadito che sulla liberta' di circolazione dei cittadini del suo Paese non si puo' trattare. In una conferenza stampa tenuta a Bucarest all'indomani dell'incontro al Viminale con il collega Roberto Maroni, David ha sottolineato che "ci sono due cose non negoziabili, una e' il rispetto della legge e l'altra il rispetto del diritto alla libera circolazione acquisito dai cittadini romeni con l'ingresso nell'Ue", nel 2007. "Sosteniamo pienamente gli sforzi delle autorita' italiane per una rigida applicazione della legge", ha assicurato il ministro. David ha ricordato che il pacchetto di misure che il governo italiano varera' mercoledi' prossimo "non e' diretto contro quanti si trovano in una situazione di rispetto della legalita'" e "i romeni che vivono legalmente in Italia non hanno nulla da temere".
Fonte: La Repubblica

E se domani l'immigrato ci pianta in asso?

122 miliardi di euro: è la quota di Pil prodotta dagli immigrati. Senza contare i 700mila clandestini che nel nostro Paese vivono e lavorano. L'editoriale di VITA Magazine, in edicola da venerdì!
Inutile adesso stracciarsi le vesti. Una coalizione che vince con il 47% dei voti, facendo del tema della sicurezza il contenuto cardine del proprio messaggio politico, è ovvio che come primo atto di governo prenda un provvedimento sul tema. I contenuti sono quelli ampiamente annunciati: giro di vite, in particolare attraverso la probabile istituzione del reato di immigrazione clandestina e rafforzamento del sistema dei Cpt. Il fronte politico sconfitto non ha saputo opporre a questa logica elementare un'altra di uguale o maggiore efficacia e oggi è appunto inutile stracciarsi le vesti. Un esperto come Enzo Maria Napolitano, commentando il risultato elettorale, ha coniato una formula efficace: ha vinto «il multiculturalismo pragmatico». In sostanza, nessun problema a convivere con quelli di cui non possiamo fare a meno. Il modello veneto in questo senso è emblematico, intollerante dal punto di vista verbale, invece è molto efficace nel produrre integrazione, perché l'integrazione conviene innanzitutto ai veneti stessi. Di quel 10% di stranieri non si può fare a meno: sarebbe autolesionista e velleitario. Altrove sono prevalsi percorsi simili, anche se meno chiari: è quella che Giuseppe De Rita su Communitas ha definito «l'integrazione prodotta dalla quotidianità».

Il risultato, per stare alla logica dei numeri, sono 122 miliardi di euro, che è la quota di Pil prodotta dagli immigrati. Ma questa cifra non racconta tutto. Perché ce ne sarebbe un'altra da aggiungere e con la quale il “multiculturalismo pragmatico”, se davvero pragmatico vuole essere, dovrebbe fare i conti. Ci riferiamo alla quota (misteriosa) di Pil prodotta da quei circa 700mila clandestini che nel nostro Paese vivono e lavorano. È sempre De Rita a raccontarli in modo molto efficace: «So di chi per cercare una badante deve fare 30 telefonate al cellulare di persone che non ti dicono dove abitano per paura. È gente che non ha speranza in un'altra sanatoria e allora deve rendersi invisibile e se diventano badanti non escono dalle case». Non vogliamo porre la questione in termini di minima “dignità umana” (cui pur sembra aver fatto cenno anche Berlusconi alla Camera: «Fieri dell'antico spirito di accoglienza e dell'antica capacità di integrazione del nostro popolo»).

La poniamo in termini “economici”. Quanto è sensato tenere persone di cui abbiamo bisogno (come dimostrano le “trenta telefonate”…) in una condizione di disperata invisibilità? Giustamente il ministro degli Esteri romeno, riferendosi alla più grande impresa edilizia nell'Italia degli ultimi decenni, la nuova Fiera di Milano, ha sottolineato che è frutto del lavoro dei suoi connazionali. Sarebbe interessante capire quanto lavoro clandestino ha permesso di esistere a questo “volano” dell'economia del Nord. Per altro, dovesse partire oggi, una simile impresa sarebbe difficile. In Romania c'è un deficit di manodopera quantificato in 80-100 mila posti di lavoro. E già è iniziato il pressing per incoraggiare chi è immigrato in Spagna a tornare a Bucarest. Forse da “multiculturalisti pagmatici” converrà metter nel conto una strategia alternativa. Perché questa che oggi sembra efficace, domani potrebbe essere controproducente...
Fonte: Vita.it

Criminalità, centinaia di arresti ed espulsioni



Criminalità, centinaia di arresti ed espulsioniNove le regioni coinvolte. In manette 383 persone di cui 268 stranieri, 118 gli espulsi. Le accuse vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti, all'immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione. Appello del Papa: ''Favorire il ricongiungimento familiare''. Roma, blitz nel campo nomadi: 50 fermi Maroni: "Non esiste emergenza romena, responsabilità è personale"
- Sono in tutto 383 le persone arrestate e 118 le espulsioni dal territorio nazionale notificate in seguito alla maxi operazione della Polizia, contro la criminalità diffusa e l'immigrazione clandestina avvenuta all'alba di oggi in nove regioni italiane.Tra gli arrestati, 268 sono stranieri, prevalentemente maghrebini e romeni. Quanto alle fattispecie di reato, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina o inottemperanza dei provvedimenti del questore sono state arrestate 111 persone, 92 i fermi per spaccio di sostanze stupefacenti, 3 per sfruttamento della prostituzione, mentre per furti e rapine vi sono stati altri 177 arresti. Per quanto riguarda invece gli stranieri che si sono visti notificare un provvedimento di espulsione, 53 di essi, prevalentemente cittadini nigeriani e albanesi sono stati accompagnati alla frontiera, mentre altri 65, in prevalenza nigeriani e maghrebini, sono stati trasferiti presso i Centri di permanenza temporanea per immigrati. La maxi operazione ha portato anche al sequestro complessivo di più di 18,5 kg di droga. In particolare, sono stati sequestrati 6,79 kg di cocaina, 11,44 kg di cannabinoidi e 0,36 kg di eroina. . L'attività, avviata il 7 maggio scorso in collaborazione con la Polizia romena e coordinata dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, è stata finalizzata al contrasto dell'immigrazione clandestina e dello sfruttamento della prostituzione. Ma anche dei reati predatori come le rapine in abitazione e i furti, e quelli di criminalità diffusa come lo spaccio di sostanze stupefacenti. Tra i numerosi arresti effettuati figurano anche diversi extracomunitari e cittadini comunitari di nazionalità romena. L'attività di indagine della Polizia, sviluppata per una settimana e conclusasi questa mattina, ha preso le mosse dall'individuazione delle aree geografiche sul territorio italiano che di recente risultavano tra le più colpite dalla criminalità di tipo predatorio. E' stato così organizzato un articolato dispositivo d'intervento che ha coinvolto diverse specialità della Polizia, tra cui Squadre mobili, Polizia stradale e Ferroviaria. Particolare attenzione è stata prestata in questi giorni in prossimità di discoteche, stazioni ferroviarie, luoghi di aggregazione ed aree particolarmente colpite dai reati di criminalità diffusa.Non è la prima volta che la polizia romena collabora a tali operazioni e per rendere ancora più efficace la lotta ai reati commessi dai romeni, da lunedì prossimo è previsto l'arrivo in Italia di una nuova task force di 15 poliziotti romeni, destinati a operare sia presso la Direzione anticrimine, che in alcune Squadre mobili ed anche in prossimità di 'punti nevralgici' ben definiti come aeroporti e stazioni ferroviarie.Gli investigatori inviati dal governo di Bucarest avranno il compito di collaborare con i colleghi italiani e forniranno un contributo prezioso in diversi settori investigativi, dall'individuazione dei documenti falsi alle traduzioni linguistiche, fino agli accertamenti sull'identità e la statura criminale dei soggetti fermati. Proprio in tema di cooperazione bilaterale per la sicurezza, è previsto per questo pomeriggio un incontro al Viminale tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il ministro dell'interno romeno Cristian David.Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è congratulato con il capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, per la vasta operazione contro l'immigrazione clandestina. Maroni, che ha seguito personalmente dall'insediamento lo sviluppo dell'operazione in stretto contatto con il capo della Polizia, sottolinea "come sia stato importante il contributo della cooperazione internazionale".
Fonte: Adnkronos Ign.

E’ Festivalul Romanesc


Prosegue la crescita del Festivalul Romanesc, che da venerdì 16 torna a occupare il settore del Parco della Pellerina cui si accede da corso Lecce. La kermesse giunge alla terza edizione, e porta a un mese intero la sua programmazione, dopo le undici serate del 2006 e i venticinque giorni di apertura raggiunti del 2007. Niente di strano, è la città che cambia, con oggi almeno sessantamila romeni residenti sotto la Mole dopo l'ingresso del paese nella Comunità Europea. Qualche italiano incuriosito dalla musica, dalla cucina e dall’artigianato di Bucarest, Timisoara e Bacau c'è sempre; tuttavia gli organizzatori, le agenzie Metropolis e Grandi Eventi Italia, stimano in circa il novanta per cento dei visitatori la componente strettamente romena.

Con spostamenti verso Torino, soprattutto nel weekend, di centinaia di connazionali di Adrian Mutu da Lombardia, Liguria e persino Emilia e Toscana. Al villaggio si entra soprattutto per una rimpatriata, insomma. E si trova una vasta gamma di ristoranti regionali, specializzati tanto nella cucina delle differenti zone in cui si divide il grande paese dell'est quanto nella gastronomia di qualche repubblica limitrofa. Piatti di Transilvania, dunque, ma pure di Moldavia, coronano una serata che per il resto offre gelateria artigianale, area bimbi, luna park, stand di artigianato e discoteca.

Alla gamma di queste opportunità fisse si aggiungono nei weekend i concerti del cartellone live: si tengono tutti di venerdì, sabato e domenica, in un carosello di stili e personaggi che spaziano dalle nuove realtà della dance in voga nei club della capitale all'appeal rurale del canto popolare, fino alle locali declinazioni del rap, del reggae e del rock. Tra gli artisti da tenere d'occhio, spiccano tre esponenti del «manele », un genere impostosi da qualche anno tra i giovani grazie al nitore delle sue melodie e alla schiettezza del linguaggio adoperato dai cantanti, quasi sempre attivi con pseudonimi.

La generazione di questi trentenni è rappresentata da Costi Ionita, titolare venerdì 16 dell'inaugurazione, Vali Vijelie (6 giugno) e Liviu Postiu (13 giugno). Per il pubblico italiano, l'appuntamento di maggior spicco è quello dell'8 giugno quando il palco è appannaggio del cosmopolita gruppo crossover Zdob Si Zdub, lanciato da Emir Kusturica e dalla sua No Smoking Band. Tra i nomi storici del pop romeno, propongono set consolidati i Parazitii, di scena domenica 18, e gli Akcent (25 maggio), mentre per quanto concerne il mondo techno dance spopolano i Fly Project, protagonisti il 31 maggio, e il duo Mirabela e Raul, incaricato il 15 giugno di animare la festa di chiusura.

Ma nella prima settimana c'è spazio anche per il reggae, specialità della giovane cantante Anda Adam, di scena la sera di sabato 17. Comune, Regione e Provincia sostengono l'evento in collaborazione con il Consolato e con l'Ufficio per il Turismo della Romania.
Sursa: La Stampa

Una commissione paritetica Italia-Romania per contrastare la criminalità

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha incontrato il collega romeno Cristian David per fare il punto sulla collaborazione tra le due Forze di polizia. «Chi delinque deve essere colpito, se è straniero va espulso applicando le normative europee»
«Per risolvere alcuni problemi abbiamo concordato sulla proposta del Ministro romeno Cristian David di dare vita ad una commissione paritetica tra i due governi per affrontare e risolvere le questioni interpretative in materia di circolazione delle persone, sulla base delle direttive Ue, nel comune interesse di garantire la legalità e contrastare la criminalità».
Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine dell'incontro con il collega romeno Cristian David, che si è tenuto oggi al Viminale per fare il punto sulla collaborazione tra i due Paesi in materia di immigrazione e di contrasto al crimine.

«Abbiamo affrontato questioni di comune interesse - ha spiegato Maroni - in tema di sicurezza e di contrasto alla criminalità. Abbiamo concordato sull'efficacia del protocollo del 2006 di cooperazione tra i Ministeri dell'Interno e tra le due Forze di Polizia. Si è trattato di uno scambio di opinioni su questioni generali di sicurezza».

«In questi giorni ho ascoltato molte critiche sul pacchetto sicurezza - ha proseguito - ma quella che parla di espulsioni di massa è infondata. Le critiche sono utili, perchè ci aiutano a prendere provvedimenti giusti, ma alcune sono bizzarre, altre infondate, come la riduzione della possibilità di chiedere asilo. E' una scocchezza».

«Noi - ha sottolineato Maroni - applichiamo le direttive comunitarie per evitare reazioni violente come quelle di Napoli, e garantire la legalità e la pacifica convivenza di tutti».

«Va riconosciuto il buon lavoro del ministro Amato nel rapporto con gli enti locali e nell'applicazione delle direttive sui limiti alla circolazione dei cittadini europei. Colpire i criminali, consapevoli che la responsabilità penale è individuale; chi delinque deve essere colpito, se è straniero va espulso, applicando le normative europee. Non esiste un problema con la comunità romena, che è ben integrata. E' tra le più numerose e perfettamente integrata, le relazioni sono ottime».

«I rapporti bilaterali tra i ministeri dell'Interno di Romania e Italia sono ottimi - ha affermato il ministro romeno Cristian David - e verranno intensificati, specie per quanto riguarda la cooperazione tra le due polizie».

«Bisogna adattarsi ad una realtà oggettiva di rapporti economici e poltici - ha detto - che ha portato un numero maggiore di cittadini romeni a vivere in Italia. In Romania sono venticinquemila le società italiane che danno lavoro a ottocentomila romeni. Questa realtà oggettiva fa riconoscere che la presenza italiana in Romania è molto importante e che la presenza di cittadini romeni in Italia è molto significativa, lavora ed è perfettamente integrata».

«Se consideriamo anche le loro famiglie - ha rilevato il ministro - si tratta di milioni di persone. Dobbiamo guardare a questa realtà, a milioni di romeni e di italiani legati da una dimensione positiva».

«Vi dò l'informazione - ha concluso Maroni - che ho inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il provvedimento per la nomina del Prefetto di Milano a Commissario straordinario. Lo farò anche per Roma a seguito della richiesta del sindaco Alemanno. Mi è giunta la stessa richiesta anche dal sindaco Iervolino. Saranno quindi tre i Prefetti, quelli di Milano, Roma e Napoli, che riceveranno l'incarico di commissario con i poteri di protezione civile».
Sursa: www.newsfood.com

Romania: Angajatorii din construcţii au primit amenzi usturătoare



Peste 1.600 de angajatori din domeniul construcţiilor au fost controlaţi de inspecţia muncii, în cadrul campaniei naţionale privind verificarea respectării legii referitoare la securitatea şi sănătatea în muncă. Valoarea amenzilor aplicate în urma controalelor a depăşit 3 milioane de lei, informează Inspecţia Muncii (IM). În cadrul camapaniei demarate la nivel naţional, în perioada 6-8 mai, au fost controlaţi 1.602 angajatori, cu peste 74 de mii de angajaţi. Potrivit Inspecţiei Muncii, numai în domeniul relaţiilor de muncă au fost sancţionaţi 607 angajatori. Inspectorii au depistat 547 de persoane, care îşi desfăşurau activitatea fără a avea încheiate contracte individuale de muncă, iar cele mai frecvente încălcări ale prevederilor legislaţiei muncii constatate au fost: primirea la muncă a persoanelor fără întocmirea în formă scrisă a contractelor individuale de muncă, neacordarea concediilor de odihnă, nerespectarea duratei timpului de lucru şi a prevederilor legale privind repausul săptămânal. În domeniul securităţii şi sănătăţii în muncă au fost sancţionaţi 892 de angajatori. Totodată, inspectorii au dispus sistarea activităţii pentru un număr de 4 societăţi, oprirea activităţii la 36 de locuri de muncă şi oprirea de la funcţionare a 195 de echipamente tehnice, acolo unde exista un pericol iminent de accidentare. Inspectorii vor face astfel de controale lunar, în vederea normalizării condiţiilor de lucru şi a diminuării numărului persoanelor care muncesc la negru.
Sursa: Ziarul Lumina

"Cannes, Romania" i film a Mantova


L'attenzione che i media italiani rivolgono alla Romania difficilmente si concentra sulla straordinaria stagione che sta vivendo il suo cinema. Eppure, nel giro di pochi anni la cinematografia romena è diventata una realtà vivace e in forte espansione. Non si tratta di un singolo regista di talento che si afferma come “autore” all'estero, ma di un'intera generazione di autori che si è imposta all'attenzione internazionale, facendo incetta di premi ai più importanti festival e a Cannes in particolare.

Il cinema del carbone - insieme alla Uicc (Unione Italiana Circoli del Cinema, in collaborazione con l'assessorato alle Pari Opportunità e Cultura delle Differenze del Comune di Mantova e l'Accademia di Romania in Roma, con il patrocinio e il contributo del ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha deciso di aprire una finestra sulla cinematografia romena con Cannes, Romania, una rassegna che propone alcune delle opere di questa nuova generazione di registi, la maggior parte delle quali sono ancora in attesa di trovare un distributore italiano.

La rassegna comprende cinque lungometraggi - la Palma d'Oro di Cannes 2007 4 mesi 3 settimane 2 giorni di Cristian Mungiu; California Dreamin' di Cristian Nemescu vincitore a Cannes 2007 della sezione Un Certain Régard; A Est di Bucarest di Corneliu Porumboiu Caméra d'Or a Cannes 2006 come miglior opera prima; La morte del signor Lazarescu di Cristi Puiu vincitore a Cannes 2005 della sezione Un Certain Régard; Come ho trascorso la fine del mondo di Catalin Mitulescu, premio per la migliore interpretazione femminile - Un Certain Régard a Cannes 2006 - e cinque cortometraggi, tra cui il recentissimo vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino 2008 Bogdan Mustat? (Una bella giornata da spiaggia).

Come evento collaterale della rassegna è in programma l'incontro con lo scrittore Mihai Mircea Butcovan, autore di Allunaggio di un immigrato innamorato, storie di amori e di vita quotidiana nella Milano di oggi di un giovane immigrato romeno.

L'abbonamento alla rassegna (5 film + 2 programmi di cortometraggi) costa 10 euro; l'ingresso alla singola proiezione 5,50 euro, 4 euro per i soci del cinema del carbone. Tutte le proiezioni si terranno presso il Teatreno (di fronte alla stazione ferroviaria).

Questo il programma della rassegna:

venerdì 16 maggio
ore 19 presentazione del libro Allunaggio di un immigrato innamorato di Mihai Mircea Butcovan. Intervista l'autore Simonetta Bitasi. A seguire buffet con specialità romene
ore 20.30 primo programma di cortometraggi
ore 21.30 California Dreamin' di Cristian Nemescu

sabato 17 maggio
ore 17.30 secondo programma di cortometraggi
ore 18.30 La morte del signor Lazarescu di Cristi Puiu
ore 21.15 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni di Cristian Mungiu
ore 23.15 primo programma di cortometraggi

domenica 18 maggio
ore 17.30 secondo programma di cortometraggi
ore 18.30 A Est di Bucarest di Corneliu Porumboiu
ore 21.15 Come ho trascorso la fine del mondo di Catalin Mitulescu

lunedì 19 maggio
ore 18.30 Come ho trascorso la fine del mondo di Catalin Mitulescu
ore 21.15 La morte del signor Lazarescu di Cristi Puiu

martedì 20 maggio
ore 21.15 California Dreamin' di Cristian Nemescu

Info: tel. 0376.369860
info@ilcinemadelcarbone.it

Sursa: Vita.it

Tariceanu: "Pacchetto sicurezza non riguarda immigrati romeni"

BUCAREST - Le misure allo studio in tema di sicurezza non riguardano i cittadini romeni in Italia. E' questa la sintesi del colloquio telefonico che il premier romeno Calin Popescu Tariceanu ha avuto ieri con il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Tariceanu, che si è detto convinto che Italia e Romania supereranno la situazione contingente, ha definito "positivo" il colloquio durante una riunione del governo di Bucarest.

"Il ministro degli Esteri italiano mi ha informato che il pacchetto di misure sull'immigrazione che le autorità italiane stanno preparando è destinato ai cittadini extracomunitari - ha riferito il premier - non sono previste misure che ledano i cittadini comunitari, e le normative europee saranno rispettate". Nel corso della telefonata, il premier romeno ha annunciato l'arrivo in Italia del ministro degli Interni di Bucarest, Cristian David, che incontrerà le autorità italiane per discutere del pacchetto sicurezza "con un mandato fermo" conferitogli dal suo governo.

Il portavoce del ministero, Marius Tache, ha precisato in un'intervista alla radio statale Romania Actualitati che David arriverà giovedì pomeriggio a Roma "con un mandato di disponibilità a riattivare la task force di poliziotti di Bucarest che partecipino, insieme alle autorità italiane, alle azioni volte a prevenire e contrastare la criminalità".

Tache ha ricordato che si è conclusa un mese fa la missione speciale di 35 poliziotti romeni in Italia, avviata alla fine dello scorso anno, dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani, a Roma, per il quale è accusato il cittadino romeno di etnia rom Nicolae Romulus Mailat. Tache ha altresì precisato che attualmente in Italia sono rimasti pochi poliziotti, tra ufficiali di collegamento e addetti agli affari interni a Roma e Milano.

I dettagli sulle dimensioni della task-force saranno stabiliti dopo gli incontri del ministro David a Roma, ha precisato il portavoce, ricordando che insieme ai poliziotti romeni andranno in Italia anche alcuni procuratori. "E' importante che la loro presenza in Italia sia attiva", ha detto.

Della vicenda ha parlato anche il sottosegretario per i romeni nel mondo, Mihai Gheorghiu, che ha riaffermato la disponibilità del governo di Bucarest a una collaborazione allargata tra le polizie dei due Paesi, anticipando anche azioni di diplomazia pubblica delle autorità romene. Gheorghiu ha poi annunciato che il 25 e il 26 maggio si terrà a Milano il primo forum della comunità romena in Italia.

"Nessuno nega il tasso relativamente alto di criminalità romena in Italia, ma dobbiamo essere consapevoli che le persone coinvolte in simili reati non rappresentano più dell'1% dell'intera comunità romena in Italia, che conta circa un milione di persone" ha detto Gheorghiu. In questo momento si assiste a una "sensibilità aumentata della società italiana" fomentata dai media e da "dichiarazioni a volte irresponsabili dal punto di vista politico", ha aggiunto. "L'unica cosa che possiamo fare è sviluppare i contatti con le autorità italiane e continuare a costruire programmi comuni per affrontare questi problemi".

Nel forum verranno discussi "i progetti della comunità romena e le nuove opportunità di collaborazione tra i governi dei due Paesi", ha detto Gheorghiu, ricordando che all'incontro - organizzato dal ministero degli Esteri di Bucarest, insieme al consolato a Milano e a rappresentanti della comunità romena in Italia - parteciperanno anche autorità locali e nazionali italiane.

Sursa: La Republica